sangregorio

DUOMO di SAN GREGORIO MAGNO

MONTE PORZIO CATONE

Il primo Duomo di San Gregorio Magno


Come tramandano tutte le fonti in nostro possesso il Duomo di San Gregorio Magno fu voluto da Papa Gregorio XIII, il quale, visitando i dintorni di Frascati e spingendosi fino a Monte Porzio, colpito dalle condizioni di vita della popolazione, priva di assistenza spirituale, il 1 giugno 1580 decretò con propria Bolla che venisse costruita una chiesa dedicata a San Gregorio Magno.
La Parrocchia di San Gregorio Magno venne eretta canonicamente con lo stesso documento papale.
La chiesa venne edificata nel punto più alto del colle (451 m), sul terreno donato da Giovanni della Molara. Secondo quanto disposto nella Bolla essa fu costruita ampia e capace, con fonte battesimale e cimitero, ornata di pitture ed arredi; venne poi dotata di rendite, fu assegnata in giuspatronato alla famiglia del Papa (i Boncompagni) e, per evitare che dovesse sottostare alla Chiesa di Frascati, venne elevata ad Arcipretura, con privilegio di nomina ai Cardinali della famiglia papale.
Purtroppo non ci è giunta alcuna notizia sulla sua prima edificazione, se non un disegno ad essa coevo.

 

DUOMO di SAN GREGORIO MAGNO

MONTE PORZIO CATONE

sangregorio-angelo

Benvenuti nel Duomo di Monte Porzio!

“Duomo” è una parola che deriva
dal termine latino “domus”, cioè “casa”.
Il Duomo è la casa di Dio e del suo popolo.
Vi diamo dunque il benvenuto
nella casa di Dio e nella nostra casa
e vi invitiamo ad ammirare le opere
d’arte e di fede con cui i Monteporziani,
attraverso i secoli, l’hanno abbellita.
Lo scopo di questo lavoro è fornire
informazioni sulle circostanze storiche
ed i soggetti religiosi che hanno influito
sulla sua costruzione e decorazione.
Il Duomo, però, come del resto ogni chiesa,
è soprattutto una “casa di preghiera
per tutti i popoli” (Isaia 56,7): è “casa vostra”
dunque, anche se non siete Monteporziani,
anche se non siete credenti in Dio.
Speriamo quindi che vorrete unirvi a noi
nel rispettarla ed amarla di cuore.
Vi invitiamo, se possibile, ad unire la vostra
alla nostra preghiera, ringraziando Dio
per i suoi doni, tra i quali, non secondari,
quelli della bellezza e della creatività umana,
di cui il nostro Duomo di S. Gregorio M. è ricco.
Anche voi siete “dono”: con gioia vi accogliamo…
benvenuti nella casa dell’unico Padre!

I Sacerdoti e la Comunità Parrocchiale

Parrocchia San Gregorio Magno
Piazza Duomo 7 - 00040 MONTE PORZIO CATONE (RM)
PRO MANUSCRIPTO – MONTE PORZIO CATONE, AGOSTO 2003

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IL CONVENTO


L’edificazione del convento annesso alla Basilica si deve a Sergio II quando ricostruì interamente la basilica. L’edificio comprendeva un dormitorio, una sala destinata a comune refettorio ed alcune piccole stanze.
Sergio II diede questo convento ai benedettini affidando loro la basilica dopo la sua ricostruzione.
Verso la metà del secolo XIII i locali conventuali rimasero vuoti e passarono in proprietà al clero cui era affidata in quel tempo la basilica.
Nel 1299 papa Bonifacio VIII li donò ai Carmelitani, ai quali diede pure la basilica, a condizione che vi erigessero una casa di studio. Cosa che venne attuata per molto tempo in seguito e pure recentemente il convento fu sede di un liceo-filosofico per religiosi studenti, anche di altri ordini o congregazioni.
Dal 1699 al 1710 circa, e poi dal 1760 al 1763 e in altre occasioni anche recenti è stato sede dell’anno di prova, detto noviziato, per i candidati alla vita religiosa carmelitana.

 

Il convento subì diverse devastazioni: la prima durante la sommossa popolare contro papa Eugenio IV nel 1435, e poi nel celebre sacco di Roma del 1525 quando fu trasformato per breve tempo in caserma. Altri danni subì durante l’occupazione francese di Roma (1799) e in occasione delle leggi italiane sulla soppressione degli ordini e congregazioni religiose nel secolo passato.
Sede dei capitoli generali dell’Ordine Carmelitano celebrati nel 1492, 1513, 1564, 1580 e 1598, il convento è stato ripetutamente fino al 1759 “conventus Curiae”, cioè residenza del Priore Generale dell’Ordine con la sua Curia.
Nel 1759 venne incorporato alla provincia romana, che in esso stabilì la propria curia provincializia.
A più riprese i locali conventuali sono stati restaurati o rinnovati. Tra i lavori più grandiosi vanno ricordati quelli per l’ingrandimento e rinnovamento del convento sotto il priore generale Nicola Audet (ricordati in una lapide sul muro esterno, sopra l’ingresso); e quelli promossi dal priore P. Antonio Filippini. Altri lavori importanti di restauro si ebbero nel 1930 e venti anni dopo con l’erezione ex-novo di un terzo piano.
Nel 1958 il convento è stato completamente rinnovato dalle fondamenta.

◊ ◊ ◊ ◊ ◊

Il carmelitano venera Maria come la Madre di Cristo e la Vergine purissima.
Vuole comprendere e vivere fino in fondo l’atteggiamento della Vergine di ascolto e risposta alla Parola di Dio.
Come Elia profeta, cerca di rimanere costantemente aperto alla voce di Dio e sensibile alle esigenze più profonde del popolo.



Tratto dall’elaborato:
IL TITOLO DI EQUIZIO E LA BASILICA DI S. MARTINO AI MONTI,
redatto a cura di Emanuele Boaga,
per la Basilica Santi Silvestro e Martino ai Monti
Via del Monte Oppio 28 - 00184 ROMA
tel. 06-47.84.701 - fax 06-47.84.70.63
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Parrocchia del Settore Centro - Prefettura V - Rione Monti - 1º Municipio
Titolo presbiterale: Card. Kazimierz NYCZ
Affidata a: Carmelitani (O. Carm.)
Attuale Parroco:P. ADRIAN GHIURCA (O. CARM.)

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getsemani

Santuario del Getsemani

 

Sorge a lato della Casa di Spiritualità e, come essa, è stato costruito tra il 1956 e 1959 su progetto dell’Architetto Ildo Avetta.
E’ formato da due chiese sovrapposte: quella superiore è illuminata dalle stupende vetrate della Cupola.
In quella inferiore, raggiungibile anche col nuovo ascensore, si trova la statua di Gesù in preghiera nell’orto del Getsemani, nel momento in cui accetta di compiere fino in fondo la volontà del Padre.
Agli altari laterali ci sono moderne ceramiche che rappresentano i Santi venerati nell’Italia Meridionali.
Il piazzale di ingresso è dominato dalla statua in bronzo della Madonna della Luna.
Nel grande parco che circonda Casa e Santuario c’è un’area picnic, un teatro all’aperto, la Via Crucis e la Via Matris, con i misteri del S. Rosario.

 

  • Elia, Uomo dell’assoluto di Dio

Un cammino sulle orme del profeta Elia, guidati dagli affreschi di Gaspard Dughet, nella Basilica di Ss. Silvestro e Martino ai Monti

 

1.     (a destra dell’altare della Trinità, sopra l’affresco illustrante la basilica vaticana):

Il Signore parla ad Elia rifugiato in una grotta del monte Oreb nel Sinai.

 

signore-elia

Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco il Signore gli disse: “Che fai qui, Elia?”.
Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita”.
Gli fu detto: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”.
Ecco, il Signore passò.
Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero.

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