Tratto dal libro "Occhi bendati" di Sladjana Stojkovic

 

Marseille, Francia

Era una notte fonda. Jacques era sdraiato nel suo letto matrimoniale e attendeva una visita. Aveva spento tutte le luci e solo l’ombra del suo viso si percepiva in quella camera completamente buia. Il lenzuolo aveva il profumo dell’ammorbidente e Jacques, con la testa appoggiata sul cuscino morbido, attendeva una persona.

Era incredibilmente curioso.

Una donna misteriosa doveva apparire nel suo appartamento. Infatti lui non sapeva chi fosse quella donna, né quale fosse il suo aspetto. Doveva essere una sorpresa, un suo sogno che finalmente si poteva realizzare. Jacques era un uomo sempre alla ricerca di nuove emozioni. Quella notte era intenzionato a provarne una nuova e, con gli occhi chiusi, aspettava di sentire lo squillo del citofono. Lei doveva arrivare alle tre di notte.

Non doveva essere in ritardo, perché la regola del gioco non permetteva ritardi, ed entrambi dovevano avere gli occhi bendati. Il gioco imponeva di non guardarsi, solo parlarsi e toccarsi, senza avere la minima idea di come fossero fisicamente. Potevano attrarsi con il profumo della loro pelle e con le loro voci.

Lui aveva comunicato solo telefonicamente con quella donna, si erano attratti con le loro bellissime voci e la loro mente. Le aveva raccontato il suo sogno e sorprendentemente anche lei aveva lo stesso desiderio. Dopo tre ore passate conversando e scambiandosi le proprie idee, aveva deciso di invitarla nel suo appartamento. Tutto era accaduto in modo molto spontaneo. Era affascinato mentalmente da lei e desiderava incontrarla a tutti i costi nonostante fosse consapevole di star correndo anche un rischio. La donna avrebbe potuto non arrivare mai o non essere quella che aveva immaginato o, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe potuto aggredirlo.

Si era posto tutte quelle domande, ma aveva deciso di perseverare nella sua intenzione. Erano le due di notte e mancava ancora un’ora prima che arrivasse quella donna da lui tanto desiderata. Nella sua stanza si sentiva solo una musica soft, a basso volume, e la sua mente non pensava ad altro tranne che a quell’incontro misterioso.

Alle tre precise qualcuno suonò alla porta del suo appartamento. Jacques prese la benda che aveva appoggiato sul letto e la mise sugli occhi. Si avvicinò alla porta e, prima di lasciarla entrare, le domandò semplicemente:

“Come stai?” – voleva sentire la sua voce, per essere sicuro che fosse lei.

Rispose con voce molto sensuale: “Non vedevo l’ora di incontrarti”.

Sì, è lei. – si convinse Jacques dentro di sé.

La donna entrò avanzando con passo leggero come una piuma. Si abbracciarono subito, forse perché erano tutt’e due impauriti, o forse perché si desideravano, o forse per entrambi i motivi. Lei si tolse subito il lungo capotto e lo lasciò cadere a terra. Le scarpe col tacco alto scandivano i suoi passi mentre lo seguiva in camera da letto. Lui aveva tanto da scoprire e non sapeva da dove iniziare. Prima toccò i suoi capelli lunghi, morbidi e profumati. Era curioso più che mai. Toccò il suo viso, le labbra, il collo. Era attratto da lei ed iniziò a baciarla con passione. Gli piaceva anche la sua pelle, era come seta e gli sembrava di sognare e, anche se fosse stato solo un sogno, voleva sognare ancora e ancora.

Si sdraiarono sul letto, non più impauriti ma desiderosi uno dell’altro. Jacques con delicatezza accarezzava il suo seno sodo, il ventre piatto, le cosce e il fondoschiena invitante. Toccandola e accarezzandola si era accorto che il suo corpo era perfetto e non voleva penetrarla subito perché voleva desiderarla ancora per un po’. Si erano persi tutt’e due nello scoprire i loro corpi che erano così vicini uno all’altro. Le gambe e le mani s’intrecciavano. Per loro non aveva più importanza chi fossero, anche se in quel momento erano due sconosciuti, sembravano due che si conoscevano da tanto tempo.


Erano in sintonia con i suoni che provenivano dall’interno dei loro corpi. Si leccavano come animali e non si ponevano limiti. Tutto era gustoso e piacevole. Il suo membro si faceva sempre più duro e desiderava entrare in quella porta fatta esclusivamente per lui. Ed entrò senza più aspettare, sentì altri suoni meravigliosi e non ne voleva più uscire perché era preso da quella musica così magica e stupenda.
Alla fine rimasero sdraiati, in silenzio, interrogandosi dentro
di sé…”Togliere la benda per vedersi o lasciarsi senza conoscersi…?”

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