SCUOLA SCIENTIFICA TESLIANA DI NATUROPATIA OLISTICA

napolitano

CELEBRAZIONI PER L’UNITA’ D’ITALIA

“….il Tricolore pegno della nostra determinazione nel riaffermare, tutelare, rinsaldare l’unità nazionale che fu la causa cui tanti italiani dedicarono il loro impegno e la loro vita”.*

Questo stralcio da me riportato del discorso del Presidente Napolitano, in occasione della Giornata della Bandiera, esprime e proclama a voce alta il senso dell’unità nazionale da cui emerge un rinnovato spirito nazionale; ma a rappresentare il collante vero della coesione nazionale è, a mio avviso, l’intervento del Capo dello Stato oltreoceano, quasi a rappresentare una continuità temporale dal suo primo viaggio negli Stati Uniti d’America e a quanto storicamente e politicamente quel viaggio rappresentò rinsaldato quindi dall’incontro a New York con la Comunità italiana il 27 marzo del 2011 in occasione delle celebrazioni per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia.

 

Emblematico fu, in quella circostanza, che nella sua proclamazione, il Presidente degli Stati Uniti Obama rese omaggio con grande spessore “al coraggio, al sacrificio e alla visione dei patrioti che diedero la vita allo Stato italiano”.

Nel momento in cui gli Stati Uniti combattevano per preservare la loro unione, la campagna di Giuseppe Garibaldi per unire l’Italia ispirò in tutto il mondo le lotte di molti, fra cui il 39°Reggimento di Fanteria di New York, soprannominato la “Guardia di Garibaldi”.

Ricordo ed omaggio del Presidente Napolitano a Ellis Island ai 4 milioni di immigranti italiani che vi approdarono, figli d’Italia che furono costretti a lasciare la loro terra alla ricerca di un futuro migliore. I dati storici, prima dell’Unità, le condizioni di vita nell’Italia del 1861 erano caratterizzate da diffusa povertà, disagi ed alte percentuali di analfabetismo e miseria.

Lo stato di nuova creazione gettò quindi le premesse per la modernizzazione del Paese e la graduale crescita della società, ma non fu in grado, per lungo tempo, di assicurare un futuro dignitoso ecco che l’emigrazione divenne una triste necessità e Napolitano nel chiudere il suo discorso newyorkese di ringraziamento all’America per l’opportunità di nuova vita offerta all’Italia, ricorda Geraldine Ferraro**  che ha incarnato a pieno titolo, il contributo italiano al sogno americano.

 

Salvatore Dott. Carlone

 

 

* Dall’intervento del Presidente della repubblica alla Giornata della Bandiera Reggio Emilia, 7 gennaio 2011

** Geraldine Ferraro nacque nello stato di New York da una famiglia di origini italiane, proveniente da Marcianise (Caserta); la madre, Antonietta Corrieri, era sarta mentre il padre, Dominick Ferraro, era ristoratore. Dominick morì d'infarto nel 1944, costringendo così la moglie a trasferirsi in una zona povera del Bronx. Spinta dalla madre, Geraldine frequentò il Marymount Manhattan College grazie ad una borsa di studio e dopo aver conseguito un bachelor, sposò John Zaccaro, dal quale ebbe tre figli. Geraldine cominciò a lavorare come maestra di scuola elementare nel Queens, ma non soddisfatta s’iscrisse alla scuola di legge, pur continuando a lavorare. Nel marzo del 1961 divenne avvocato.Il primo incarico importante per la Ferraro arrivò nel 1974, quando fu nominata assistente del procuratore distrettuale della Contea di Queens. All'epoca non era comune assegnare un tale incarico ad una donna e ciò suscitò molto scalpore, accentuato dal fatto che Geraldine fosse stata nominata da suo cugino Nicholas. La Ferraro dimostrò invece le sue capacità e fu promossa allo Special Victims Bureau, che si occupava di casi delicati come stupri, abuso di minori e violenza domestica. Fu messa a capo dell'unità nel 1977.Nel 1978 si candidò alla Camera dei Rappresentanti, vinse le elezioni e mantenne l'incarico per altri due mandati, fino al gennaio 1985. Nel 1984 infatti Geraldine si era candidata come Vicepresidente degli Stati Uniti d'America correndo insieme a Walter Mondale nelle presidenziali. Le elezioni però finirono male per i due, poiché il Presidente uscente Ronald Reagan fu riconfermato per un secondo mandato.Nel 1992 si candidò al Senato, ma fu sconfitta. L'anno successivo fu nominata dal Presidente Clinton ambasciatrice presso la Commissione sui diritti umani all'ONU. La Ferraro lasciò la posizione nel 1996 e due anni dopo ritentò la corsa al Senato, fallendo per la seconda volta. È stata fondatrice e membro onorario dell'Organizzazione Nazionale delle Donne Italo americane e nel 1994 è stata inserita nella National Women's Hall of Fame. Nel 2007 ha ricevuto un premio dall'Ordine Figli d'Italia in America. È scomparsa nel 2011 all'età di 75 anni a seguito di un mieloma multiplo.

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