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Che cos’e’ il sistema craniosacrale

Il sistema nervoso centrale è l’unica struttura del nostro corpo a non essere soggetta alla forza di gravità. Si tratta di un sistema idraulico semichiuso, in cui il liquido cerebrospinale, prodotto nei plessi corioidei dei ventricoli cerebrali, circola nello spazio subaracnoideo di encefalo e midollo spinale per essere riassorbito nelle granulazioni aracnoidee. In questo modo, esattamente come ognuno di noi quando viveva nel ventre materno “galleggiando” indifferente alla forza di gravità, il sistema nervoso galleggia nel fluido costituito dal liquido cerebrospinale. Come il feto è in collegamento con l’esterno attraverso gli organi di senso e il cordone ombelicale, così il nostro sistema nervoso, oltre che con gli organi di senso (che ad esso sono direttamente collegati) scambia informazioni con l’esterno grazie al fluido in cui è immerso.

In realtà, alcune ricerche recenti sembrano confermare la circolazione del liquido cerebrospinale in tutti i tessuti del corpo, attraverso una rete fittissima, parallela a quella dei capillari e del sistema nervoso. Ma poiché la ricerca medicoscientifica (è un fatto, non una notazione polemica) è possibile solo se sponsorizzata e finanziata dalle aziende agroalimentari, chimiche e farmaceutiche, che possono e devono ricavare un utile dai risultati della ricerca stessa, è a tutti evidente come la ricerca sul significato dell’esistenza del sistema craniosacrale passerà sempre in secondo piano rispetto a quelle che possono condurre al brevetto di un nuovo farmaco.

A tutt’oggi, quello che la scienza biomedica sa della funzione del liquido cerebrospinale, (prodotto attraverso la filtrazione del sangue nella quantità da 100 a 1000 cc al giorno) è solo che in parte esso garantisce una “ammortizzazione” degli urti che potrebbero danneggiare il sistema nervoso, e in parte che esso svolge la funzione di nutrire e depurare da sostanze tossiche i delicati tessuti nervosi.

Da sempre la medicina occidentale ha considerato i fluidi corporei (a partire dalla dottrina degli umori della medicina ippocratica) come veicoli di malattie, al punto che fino a (relativamente) poco tempo fa, digiuni, salassi, clisteri e ogni altra pratica che servisse ad espellere fluidi erano considerate il rimedio principe contro ogni malattia. Oggi fortunatamente riteniamo che come per tutti i fluidi, la funzione del liquido cerebrospinale potrebbe essere quella di agire da trasportatore di informazioni: insieme al liquido sono trasportate vitamine, tossine, neurotrasmettitori e relative informazioni. Queste possono giungere attraverso gli organi di senso alle strutture nervose deputate alla loro elaborazione, e da qui essere trasportate nel resto del corpo a tutte le cellule tramite la circolazione del liquido cerebrospinale, che è direttamente in contatto con tali strutture nervose, e che dopo la filtrazione nei ventricoli cerebrali le conduce attraverso tutto il corpo.

Esistono altre informazioni non cognitive, che sfuggono cioè alla nostra percezione ed elaborazione consapevole: per esse il sistema deputato è quello immunitario, il nostro occhio interno, che vigila incessantemente per proteggerci e per informarci non solo sugli “attacchi” di sostanze tossiche in senso materiale, ma che , insieme agli altri sistemi, collabora per porre in atto strategie difensive contro le “tossine” psicoemotive.

Sulle meningi sono presenti cellule immunitarie: gli antigeni arrivano al cervello con il sangue, (che, filtrato, diventa nei ventricoli cerebrali liquido cerebrospinale) e sono intercettati da cellule immunitarie, coinvolgendo microglia e linfociti che attraversano la barriera ematoencefalica e da qui passano al liquido interstiziale e alla linfa. Il fatto che insieme a sostanze materiali vengano trasportate “informazioni” è una ipotesi che sembra plausibile anche alla luce della stessa fisica quantistica, se pensiamo che per ogni informazione (l’onda, il pensiero, l’emozione) esiste una corrispondente entità materiale (la particella, l’ormone, il neuropeptide) e viceversa.

La vita si esprime attraverso il fluido del liquido cerebrospinale che determina il movimento dei tessuti che si frappongono tra esso e le strutture più rigide, le ossa. Queste, a loro volta, producono un movimento dei tessuti e dei fluidi ad esse collegati determinando la trasmissione di informazioni, cioè di energia. Passiamo da energia a materia e viceversa, secondo una serie di ritmi diversi, di cui quello craniosacrale è uno dei più misteriosi e affascinanti.

  • Tratto dal libro: Terapia Craniosacrale tradizionale di Guido A. Morina
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