Resto a casa con la febbre dell'oro - racconto - parte 3

Autore: Sladjana

Giovedì

Ore 14:35

Anche oggi in casa.

Cos’è ciò?

Una teatro, ove si effettuano delle riprese?

Chi siamo noi, in tutto questo scenario?

Chi?

Degli attori!

Noi tutti siamo degli attori!

Va bene.

Farò parte del vostro scenario!

Ma, il mio ruolo, lo dirigo io! In casa mia, sono il padrone.

In casa mia, niente maschere, niente guanti, niente televisione, niente notizie.

Niente di niente.

Sto osservando la mappa del giardino, che mi ha lasciato il mio bisnonno.

Ci sono evidenziati due luoghi dove bisogna scavare.

Mi sto organizzando.

Cosa mi serve per scavare?

Ho tutti gli attrezzi.

Ho letto, che per sviluppare le capacità mentali, bisogna essere in contatto con l’energia della terra.

Affermano che per sconfiggere questo nemico, non dobbiamo uscire.

Invece, Io dico che, per sconfiggere questo nemico, dobbiamo sviluppare le nostre capacità mentali.

Ma, di ciò nessuno parla, poiché hanno bisogno degli attori per le loro opere teatrali!

Sono sicura che presto uscirà un film. Sono sicura che questo film riempierà tutte le sale. Lo guarderemo e ci ritroveremo in qualche ruolo. E tutti affermeremo: “era proprio così”.

Affermano, ciò accade ogni cent’anni.

Non succede ogni cent’anni, accade ogni volta, quando vogliono dirigere un film.

Affermano dobbiamo stare in isolamento, perché così suggeriscono gli scienziati.

Ma, forse, tali professionisti stanno sbagliando?

Quante volte i professionisti hanno sbagliato?

Ad un mio amico, i professionisti, una volta hanno diagnosticato che gli rimaneva ancora poco da vivere. Lui, non si fidò dei professionisti. Si affidò a se stesso. Si trasferì in montagna, cambiò stile di vita, iniziò a pensare a se stesso. Si fidava solo della sua mente. Alla fine, è guarito e, ancora oggi, vive. Ci siamo sentiti poco tempo fa. Lui, vive in isolamento, da tanto tempo e sta bene. Non ha più bisogno del consiglio dei professionisti.

Ma, non è importante ciò che affermo.

E’ importante ciò che affermano i professionisti.

Queste mie frasi non leggerà nessuno.

Le lascio alle generazioni future.

Tutti devono conoscere anche il punto di vista di un semplice cittadino, non solo quello dei professionisti.

Non sono arrabbiata, poiché vivo in un isolamento.

Non mi cambia niente.

Il mio lavoro, smart working, non devo nemmeno uscire di casa, ne ora ne mai. Diventerò come un robot. Ho il presentimento, che tutti diventeremo dei robot e, non ne saremo nemmeno consapevoli. I nostri futuri amici non saranno più essere umani, ma robot. Parleremo con loro. Ci confideremo con loro. E forse in futuro ci riprodurremo con loro.

Di quali future generazioni sto parlando?

Sì, degli esseri artificiali.

Sì, sono arrabbiata perché vogliono distruggere la nostra brillante mente.

No, non voglio diventare come un robot!

Io, non sono il robot!

Io, sono un essere umano!

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