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divinitagiapponesiCastello nel mare profondo

Il principe Ho Vori, morte ardente, figlio di Ninigi, era un cacciatore esperto. Era in grado con la sua freccia di colpire ogni animale sia quelli pelosi che quelli poco pelosi.

Suo fratello Ho Zeri – carbone acceso, era un pescatore e con la sua canna catturava i pesci sia al largo che vicino alla riva del mare. Ma spesso, quando soffiava il frangivento, e le onde si innalzavano in alto verso il cielo, egli non riusciva a catturare un solo pesce. Una volta, quando il Dio delle tempeste era fuori dimora, Ho Zeri fu costretto a rimanere a casa, e quando arrivò la notte il fratello Ho Vori  tornò dalla montagna carico di bottino. Allora Ho Zeri disse al fratello:

- Oh, come  vorrei avere il tuo arco e le frecce, e diventare un cacciatore. Per questo ti lascio la mia canna da pesca. All’inizio Ho Vori non fu molto convinto di questo scambio, ma alla fine,  accettò.  Ma il principe Ho Zeri non era un buon cacciatore come suo fratello. Non aveva quella abilità di riuscire a mirare la vittima con precisione. E non era nemmeno rapido nell'azione quindi non riusciva a colpire.

Anche il principe Ho-Vori ogni giorno invano navigava al largo nell mare aperto, ed inutilmente gettava il suo bastone, non catturava un pesce. E per di più aveva anche perso la canna da pesca di suo fratello. Ho Zeri dopo aver constatato che ognuno deve fare quello per cui era nato, ritornò dal  fratello Ho Zeri e gli disse:

- Qui - la felicità della montagna, là - la felicità del mare ..! Ciascuno di noi deve cercare la propria felicità. Ho Vori rispose:

- Anche io non sono riuscito a catturare un pesce e, infine, la tua canna da pesca mi si è persa in mare.

Il fratello si arrabbiò  terribilmente  e improvvisamente iniziò a chiedere la restituzione del suo tesoro. Lo voleva ad ogni costo. Fu una grande disgrazia per Ho Vori che spezzò la sua buona spada, e ne fece cinquecento canne da pesca, e le diede al fratello. Ma Ho Zeri non volle quelle canne  continuando ad insistere con grande furia su quella sua.

Dopo non aver trovato nessun conforto o aiuto Ho Vori si mise seduto sulla spiaggia e iniziò a sospirare e sempre più profondamente, nel tentativo di calmarsi. All’improvviso sentì gemere il nonno marino che gli chiese il motivo della sua tristezza. Ho Vori gli raccontò tutta la storia del fratello, di aver perso la sua canna da pesca  e della sua rabbia. Il nonno marino dopo aver sentito il suo dramma gli  promise di aiutarlo.

Il nonno aveva tessuto gli steli di bambù e incolandoli così strettamente che l'acqua del mare non poteva penetrare tra  loro, e  gli aveva costruito una piccola e robusta canoa. Ho Vori saltì in quella canoa, che lo portò al largo, molto lontano dalla riva del mare. La barca poco dopo iniziò a sprofondare, come aveva previsto il nonno marino, affondando sempre di più fino a raggiungere il palazzo, che era stato costruito sul fondo marino.

Il palazzo era situato all'ombra di un albero imponente di cannella selvatico. Ho Vori venne a trovarsi sulla parte superiore dei rami, in ombra, quando improvvisamente notò una ragazza che si avvicinava al pozzo. Nelle mani teneva una ciotola, decorata con pietre preziose, un vero gioiello incomparabile,  la ragazza era la figlia di Vata-Tzu-Mi, Re del mare, si chiamava Toho-Tama.

Ho Vori fu molto affascinato dalla sua bellezza, i suoi lunghi capelli fluenti e morbidi, gli occhi blu profondi.
La ragazza si piegò verso il basso per riempire la tazza, ed improvvisamente notò nell'acqua il riflesso del Principe. Lasciò cadere la ciotola e la ciotola si frantumò in pezzi. Toho - Tama si precipitò da suo padre ed esclamò:

- Un giovane, vestito con un fascino ed una bellezza divina, sta seduto sui rami di cannella selvatica. Ho visto la sua faccia riflessa nel pozzo! ..
Il re marino aveva capito che si trattava di Ho Vori, abile cacciatore. Vata Tzu-Mi si avviò verso l’albero di  cannella selvatico, e guardando verso Ho-Vori gli disse:

- Scendi giù, figlio degli dei,  vieni nel mio palazzo ..!

Ho Vori  obbedì,  il re accompagnò il visitatore nel palazzo e lo fece sedere sul suo trono, coperto della pelle di leoni marini, e in onore del Principe organizzò una grande festa. La tavola era decorata da rami di corallo e piatti erano perle d'argento. Il vino trasparente era servito in coppe dai colori marini, Ho Vori rimase meravigliato perché non aveva mai festeggiato  ad un tavolo così sontuoso.

Quando la festa finì, Ho Vori salì con Toho-Tama sul tetto del palazzo, e attraversò l'acqua blu che lo circondava ed osservò, anche se non chiaramente, la dea del sole. Osservò le montagne e le valli del mare,  osservò le foreste possenti che ondeggiavano, le piante di mare e le dimore degli animali marini.

E  Ho Vori raccontò a Vata Tzu-Mi della perdita della canna da pesca, allora il re chiamò i suoi servi e chiese  a tutti loro uno per uno. Nessuno dei pesci  sapeva nulla della canna, ma Omar disse:

- Quando di recente mi trovai seduto nella mia caverna tra le rocce, avevo notato un pesce che nuotava accanto a me che aveva la bocca gonfia.

Omar indicò il pesce a Vata Tzu-Mi indicò il pesce ma il pesce non rispose alla sua chiamata. Vata Tzu-Mi inviò uno dei suoi servi alla ricerca del pesce. Il pesce infatti aveva la bocca gonfia e la canna di Ho – zeri  si trovava proprio nella sua bocca. Ho Vori ritornò ad essere di nuovo felice. Toho - Tama divenne sua moglie, e vissero insieme nel palazzo.

Il principe Ho Vori cercò di scoprire gli impenetrabili misteri del profondo del mare. Aveva capito il motivo di gioia e di rabbia dell'oceano. Lo Spirito del tempo non aveva potuto dominare la parte superiore del mare nell' acque profonde, e ogni sera Ho Vori si addormentava cullato dalla vibrazione delicata dell’acqua.

Una volta nel silenzio della notte Ho Vori iniziò a fare sospiri profondi. Il cuore di Ho Vori sentiva nostalgia. Così Toho-Tama disse a suo padre che  Ho Vori aveva sognato la sua patria, e che aveva profondo desiderio di ritornare sulla terra. Così Vata Tzu-Mi mise due gioielli nelle mani di Ho Vori: una pietra che gestisce le maree, l'altra – l’oceano, e gli disse così:

- Ritornerai sulla terra, accompagnato dal mio fedele drago marino, per portare a Ho Zeri la sua canna da pesca. Se tuo fratello dovesse ancora essere in disaccordo con te, prenderai il gioiello che gestisce la marea e l'acqua si alzerà e inghiottirà tuo fratello. Se lui ti dovesse chiedere perdono – tu dovrai estrarre la seconda pietra, e andrà tutto bene.

Ho Vori  lasciò il palazzo nel mare profondo e il drago lo accompagnò in patria. Quando misse piede sulla terra, tirò fuori la sua spada, la mise al collo del drago dicendogli:

- Prendi questo per il re del mare come un segno del mio amore e della mia gratitudine.

Immagine:morguefile

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