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Ancora molti misteri su Tesla

 


Dell'eredità scientifica di Tesla conosciamo del campo magnetico rotante, la sua invenzione del 1884. Usiamo un telecomando, che Tesla brevettò nel 1986 e il trasformatore d’energia nel 1882. Tesla inventò la trasmissione wireless nel 1899 ed il motore asincrono, nel 1986 fino al 1900. Questo è tutto ciò di cui oggi gode la moderna civiltà delle invenzioni del genio serbo. Nikola Tesla lavorò per altri 43 anni. Tuttavia, di quel periodo della sua vita e del suo lavoro, quasi nulla ha trovato applicazione nel nostro mondo. Voleva, soprattutto, fornire al mondo energia gratuita.

Conviene, gratuitamente, a coloro che guadagnano sull’energia è una domanda e una risposta all'enigma: "Dove sono finiti tutti i miracoli di Tesla"? - Dei 160.000 documenti dell'eredità di Tesla che giunsero a Belgrado nel 1952, circa 38.000 pagine non furono mai aperte. Sono convinto che contengano la "nuova fisica" di Tesla, cioè che ci siano spiegazioni d’esperimenti ed invenzioni, a cui il genio lavorò, nel miglior periodo creativo della sua vita, dal 1900 al 1940 - afferma il prof. Dott. Velimir Abramovic, il miglior conoscitore del lavoro di Tesla, in Serbia. La Jugoslavia ha ricevuto l'eredità dello scienziato, grazie al nipote di Tesla, Sava Kosanovic. Kosanovic fu prima diplomatico del Re e, poi, diplomatico in esilio del governo, nel 1941. Si mise in contatto con Tito nel 1942. Fu ambasciatore a New York e, per un breve periodo, capo della diplomazia. In questi documenti, che Kosanovic portò, ci sono 38.000 pagine mai consultate.

- È meno noto che le opere del grande scienziato furono oggetto degli accordi di Yalta, del 1945. A Yalta, America, Russia, Canada e Gran Bretagna condivisero alcune delle bozze delle “armi di Tesla”, così che, diciamo, i russi iniziarono a sviluppare armi geofisiche, per avviare i terremoti e sono andati estremamente lontano in quella zona. Agli americani sono stati lasciati i raggi della morte, per farli sviluppare ed hanno continuato a lavorarci, a Dayton, proprio dove Tesla avviò l'attività - dice Abramovic, spiegando ulteriormente:

- Si tratta di generatori ed acceleratori per la produzione di raggi che non si dissipano e si diffondono via terra, aria o acqua. Recentemente, gli americani hanno testato le armi ed hanno annunciato di aver padroneggiato questa tecnologia, nello stesso momento in cui i russi hanno annunciato di aver padroneggiato le armi che bloccano l'elettronica. Una calorosa lettera inviata dal leader dell'URSS, in occasione della notizia della scomparsa a New York del genio serbo, testimonia l'amicizia tra Nikola Tesla e Joseph Visarionovic Stalin. "Nikola Tesla, amico, artista, filosofo. Tu, grande ricercatore, le persone Ti rimpiangono. Ricevi gli ultimi saluti dai cittadini dell'Unione Sovietica. Sei insostituibile ... "

. Come recita la lettera di Stalin trovata in un museo di Belgrado - interpreta Abramovic, la "calligrafia", firmata da Stalin, appartiene a Robert Kemp, all'epoca capo ricercatore dell'Unione Sovietica ed uomo più fidato di Stalin. Alla notizia della morte di un grande scienziato a New York, Josif Visarinovic invitò Kemp al Cremlino e gli disse: "Nikola Tesla era un sognatore, scienziato e ricercatore indipendente, nonché il primo praticante della corrente elettrica alternata. Era un uomo che inventò i dispositivi più complessi, che potevano funzionare in modo indipendente. Durante la sua vita, cambiò, notevolmente, lo sviluppo della civiltà, dandole invenzioni da utilizzare in tutto il mondo ... "

. Tre dettagli contenuti nella lettera sono interessanti: 1. “Sei stato un pioniere nella creazione di dispositivi a telecomando. 2. "Hai fatto cose incredibili nel campo delle trasmissioni radio" 3. "Hai costruito una macchina per accelerare le particelle atomiche e, così, hai creato la magia di un muro impenetrabile". Quest'ultima osservazione di Stalin è presa quale prova che Tesla diede, per davvero, ai russi il segreto del raggio della morte. - La collaborazione di Tesla, con il governo sovietico, fu stabilita nel 1935, dopo un'intervista rilasciata dallo scienziato alla rivista “Liberty”, in cui annunciò due invenzioni - la telegeodinamica - tecnica di trasmissione d’energia meccanica a distanza, ed una nuova arma, popolarmente chiamata "raggi della morte". Seguì il contatto con la missione commerciale russa a New York, e nell'aprile dello stesso anno firmò un accordo con la società "Amtrog Trading", sulla protezione dell'Unione Sovietica dall'aggressione nemica, mediante la costruzione di un muro energetico impenetrabile. In cambio,

Tesla avrebbe dovuto ricevere $ 25.000. L'accordo era segreto e gli unici due paesi che potevano essere collegati al progetto, secondo le disposizioni dell'accordo, erano gli Stati Uniti ed il Regno di Jugoslavia. Tesla diede ai russi i suoi quattro brevetti, quale arma segreta. Si tratta infatti di un brevetto, il cosiddetto interferometro scalare, suddiviso in quattro parti. Come spiega Abramovic, questa invenzione di Tesla, basata sulla distorsione dello spazio, solleva il muro del plasma ionico e crea una sorta di scudo elettronico. Niente che abbia una struttura molecolare ed atomica può attraversare quel muro, ma si disintegrano in plasma. In tale modo la materia viene convertita in energia. Ciò significa, praticamente, che ogni proiettile, palla di cannone, carro armato o nave militare, in caso di collisione con il "muro ionico", si divide in un nucleo ed elettroni, cioè si trasforma in una grande palla luminosa.

Dopo che, il progetto fu inoltrato a Mosca, esperti sovietici intrapresero una breve corrispondenza con Tesla. Non compresero al meglio, per cui la collaborazione fu interrotta. Da quel momento in poi, le informazioni su ulteriori attività russe, su queste armi sono state classificate "top secret". Oggi è già certo, che lo scienziato fosse coinvolto nella storia delle macchine antigravitazionali tedesche. Alcune fonti, affermano che, nel 1937 e nel 1938, il genio serbo lavorò, a Praga, nello stabilimento Skoda, con un gruppo di scienziati selezionati, su tali progetti “top secret”, finanziati da noti banchieri internazionali, elevando, così, l'industria sia americana che tedesca. Nel 2015, le autorità di Praga hanno eretto un grande monumento a Tesla, in via Jugoslovenski Partizani, alimentando la storia sulla sua missione segreta, nella capitale ceca, nel 1938 e 1939.

All'inaugurazione del monumento, sotto forma di fulmine spezzato, l'allora sindaco parlò del lavoro di Tesla a Praga, prima della seconda guerra mondiale, sottolineando che per ciò, ricevette il riconoscimento del massimo titolo di stato, dall'allora presidente Benes. Poi continua: La storia del lavoro di Tesla, a Praga, coincide con la scoperta, che il decollo di prova di un aereo discoide tedesco era avvenuto all'aeroporto "Gbel", vicino a Praga, dove oggi si trova il Museo dell'Aviazione. Secondo quanto riferito, Tesla abbandonò il progetto, prima dei test e tornò a New York, quando, le aspirazioni di Hitler per la Repubblica Ceca iniziarono ad essere accennate. Un anno dopo, gli accordi di Monaco divisero la Repubblica Ceca, che lo scienziato amava, in modo insolito. Il mistero di Nikola Tesla non si è concluso con la sua morte. Abramovic parla ulteriormente:

- Nessuno può dire, con assoluta certezza, se i suoi veri resti siano davvero nell'urna sullo scaffale del Museo Nikola Tesla, mentre la maschera di cera del suo viso che "trasporta" il genoma del DNA di Tesla è "intrappolata" nella cassaforte della Banca di Zagabria. Hollywood non ha mai realizzato un film degno sul genio, sebbene anche la famosa famiglia di Francis Ford Coppola abbia accettato il lavoro. Il segreto planetario è custodito da chi possiede, veramente, e conserva i film e le registrazioni audio del grande scienziato. Il professor Velja elenca altri dubbi:

- Le ceneri di Nikola Tesla, a Belgrado, furono portate nel 1957, da Sarlota Muzar, segretaria confidenziale del nipote di Tesla Sava Kosanovic, scomparso quale capo della diplomazia dell'allora FPRY, un anno prima. In precedenza, Kosanovic trasferì a Belgrado, nel 1952, tutta l’eredità del genio che gli venne riconosciuta all'udienza di successione, a New York, nel 1943. È realistico chiedersi, come mai, il diplomatico fondamentale e di carriera Karadjordjevic, e poi di Broz, "dimenticò" solo l'urna e, invece, portò tutto, fino all'ultimo cappello? Prof. Velja apre anche il seguente dilemma: - Sarlota Muzar, con una normale lettera del Museo di Nikola Tesla , scritta dall'allora direttore Veljko Korac, poteva recarsi al Ferncliff Cemetery Greenburg, di New York e farsi "consegnare" le spoglie di un genio?

- Ha portato a Belgrado l'urna "senza documento", in una borsa da viaggio! - Anche i dettagli del funerale di Nikola Tesla, avvenuto nel gennaio 1943, sono avvolti nel mistero. Secondo i registri della Chiesa ortodossa serba, Sava Kosanovic si recò dall'arciprete competente della Chiesa ortodossa serba, Skutelovic, a New York, dopo la morte del genio, e gli riferì un messaggio orale, circa il desiderio di Tesla di essere cremato. Sentendo ciò, Skuletovic spiegò, che i canoni della Chiesa ortodossa serba, in tal caso non consentono il servizio. Kosanovic presto cambiò idea ed accettò di seppellire Nikola Tesla nella nuda terra. Sul palco della cattedrale di St. Paul, le persone più importante di New York (guidate dal sindaco La Guardia) salutò lo scienziato e dopo il servizio funebre, fu trasferito al cimitero. Nel carro funebre prese posto anche Sava Kosanovic, Ivan Subasic (anche lui diplomatico del Re e di Tito) e l'autista.

- Alcune fonti affermano che Tesla è rimasto nella tomba, per 15 giorni, invece altri affermano che c’è rimasto per due mesi, prima di essere cremato. Tuttavia, non ci sono prove di ciò. Sia Ivan Subasic che Sava Kosanovic sono morti, un anno prima dell’arrivo delle ceneri, a Belgrado. La storia dei resti dello scienziato, il secondo atto, ha avuto luogo nella via di Krunska, a Belgrado, dove si trova Museo di Tesla. Al famoso gioielliere Mario Mascarelli fu affidato il compito di realizzare un'apposita urna (Sfera) per le spoglie dello scienziato. Tuttavia, si è scoperto che i raggi non erano ben calcolati e che non potevano adattarsi all'intero contenuto pervenuto dal cimitero di New York. - Una parte delle ceneri è "annotato versato" - dice Abramovic. Intrigo è anche la saga della maschera facciale, resuscitata di Nikola Tesla, realizzata su richiesta di Kosanovic, nel 1943, dallo scultore francese Mojoh.

Secondo il professore, la prima maschera che conteneva parti delle sopracciglia ed altro contenuto di DNA, è finita a Zagabria, dall'amico di Kosanovic. Il museo di Belgrado ricevette quattro maschere e, la più preziosa, è andata in dote alla figlia di un uomo di Zagabria. Qualche tempo fa, la stessa maschera era di proprietà di un uomo d'affari locale, Dario Ivanovic, che l'aveva acquistata, sulla base di un debito nei suoi confronti, dalla famiglia dell'amico di Tesla. Ivanovic intendeva venderlo. Ma… Sono stato invitato a Zagabria, nel 2014, per scoprire se la maschera fosse originale, ma il mio arrivo è stato preceduto da uno strano evento - rivela Velimir Abramovic: - Ho sognato che una donna, scortesa, con i capelli neri e gli occhiali pesanti, mi aspettava alla frontiera con la Croazia, alla dogana. Ed ero riluttante se andare o no. Ma, sono salito sull'autobus. All'Hilton ho incontrato venditori ed acquirenti.

L'acquirente era della città di Zagabria, guidato dal sindaco Milan Bandic, e non c'era dubbio, che fosse la maschera originale. Bandic giudicò il prezzo di 50.000 euro, che avrebbe dovuto essere pagato al proprietario, il lunedì, dopo che la vendita fosse stata approvata con voto dall'assemblea della capitale croata. Tuttavia, quando domenica, dopo il "lavoro" mi sono svegliato ed ho acceso la TV, la prima notizia che ho visto è stata che Bandic era stato arrestato per appropriazione indebita, ed il direttore dell'USKOK, che ha letto le motivazioni era la donna che mi era apparsa in sogno. Con il sorriso, il professore ricorda, che Bandic è stato rilasciato, ovviamente, ma che la maschera è ancora al sicuro, in banca, mentre i proprietari non sanno come ottenere il denaro. È simile, ai tentativi d’immortalare Nikola Tesla, con dignità, nel film. Finora, a Hollywood sono stati ottenuti diversi risultati negativi sull'uomo che ha reso l'America il paese più potente del mondo.

- Dusan Makavejev mi chiamò da Hollywood, qualche anno fa, con la richiesta di fornire alla famiglia di Francis Ford Coppola, materiale per un "grande" film sulla vita dello scienziato - racconta il professore. Makavejev spiegò, che il fratello di Francis Ford, anche lui produttore, ed il padre di Nicholas Cage intendevano investire denaro, il che aiuterà anche la carriera di Cage, "intrappolato" nel ruolo di perdente. Inviai la richiesta, ma dopo due mesi Makavejev chiamò di nuovo e mi disse: Niente da fare.

L'ignaro produttore è morto, ma, il motivo per cui si era arreso non era stato il denaro, ma l'esperienza paranormale di Cage, mentre si preparava per il ruolo.

- Nicholas prese, in affitto, la stanza di Tesla nel "New Yorker", per dormire e "riempirsi" emotivamente - dice Abramovic. - Dopo essersi svegliato al 27° piano ed aver tirato le tende, ha affrontato una colomba nera, che si librava dall'altra parte del vetro, fissando la star di Hollywood negli occhi. Cage rinunciò.

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