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Intervista con Franco Campegiani(poeta, critico d'arte, filosofo)


Sladjana: Cosa significa essere un vero critico d’arte?

Franco: Tanti sono gli indirizzi critici. L’approccio che io prediligo è di tipo poetico-filosofico. Mi interessa illuminare la psicologia creativa dell’autore che tratto, non in modo oggettivo, ma descrivendone la risonanza dentro di me, a livello spirituale.

Sladjana: Lei è anche un filosofo. Bisogna essere un filosofo per interpretare un quadro moderno?

Franco:Non subordino l’arte alla filosofia, ma semplicemente asserisco che l’arte è uno dei tanti modi con cui l’uomo si pone di fronte ai problemi fondamentali della vita. Non esiste la filosofia dell’arte, ma esiste l’arte come filosofia.

Sladjana: Quando scrive una critica segue il proprio estro?

 

 

Franco: Capire un autore non significa conoscere la sua biografia o il suo collocamento storico. Bisogna andare oltre la cronaca ed immergerci nella risposta che egli tenta di dare alla ricerca di senso della vita. I dati oggettivi e formali, tecnici, che indubbiamente esistono, fanno solo da supporto alla comunicazione dello spirito. Esaminando un’opera, ciò che a me sta a cuore è conoscere, attraverso l’uomo che l’ha prodotta, l’uomo in generale. La questione è chi siamo noi, non lui. Non ci si commuove per la vita di lui, ma per la propria. Il critico, così come il fruitore, segue il proprio estro nella misura in cui tenta di capire in che modo l’opera esaminata possa essere significativa per lui.  

Sladjana: Nel corso della sua vita ha pensato mai di cambiare rotta e fare qualcos’altro?

Franco:Se questo impegno fosse stato un hobby per me, nel tempo avrei certamente cambiato direzione. Se invece fosse stato una professione, come in parte lo è stato (ma solo in parte, visto che carmina non dant panem), non avrei forse cambiato rotta, ma me ne sarei comunque stancato. Per me l’impegno umanistico è molto più di un hobby o di una professione. E’ una ricerca, una vocazione. Una molla che spinge ad andare avanti in continuazione.

Sladjana: Dicono che è molto difficile entrare nel mondo dell’arte, ma una volta entrato è stupendo. E’ vero?

Franco:Tutta la vita è stupenda, malgrado i tanti aspetti negativi. Il mondo dell’arte è meraviglioso perché ti fa entrare a contatto con universi mentali creativi, ma le negatività non mancano (invidie, raggiri, prevaricazioni, sgambetti, eccetera), come in tutti i campi della vita.

Sladjana:Quale consiglio potrebbe dare ad uno che vorrebbe diventare un critico d’arte, un poeta o un filosofo?

Franco:Non credo di essere in grado di dare consigli a nessuno, ma di sconsigliare si. Sconsiglio chiunque non abbia motivazioni più che profonde ed intime, spirituali. Poeta o filosofo si nasce, non si diventa (anche se l’inclinazione si deve coltivare). E non è certamente un privilegio, per i sacrifici che comporta. Lo chieda a mia moglie.

Sladjana: Qual è il suo sogno nel cassetto?

Franco:Riuscire a dare alle stampe l’enorme mole di pensieri che oramai mi travolge, nonché i tre-quattro metri cubi di appunti e di poesie accomulati.

Sladjana: Lei pensa come me che, se uno crede fortemente in quello che fa riesce ad arrivare dove vuole?

Franco: No, se il suo credo è prettamente razionalistico, perché in quel caso siamo vistosamente in presenza di un’illusione. La risposta è si, se al contrario la volontà non fa che seguire docilmente un disegno arcano superiore.

Sladjana: Lei è un vero poeta e quelli che hanno letto le sue poesie lo sanno bene. Le piacerebbe vedere un suo libro di poesie nella cima della classifica dei libri più venduti dove veramente merita di esserci?

Franco: Non è questa la spinta principale. A me interessa molto più di essere che di apparire. Apprezzo l’aspetto commerciale se può essere sintomatico di una comunicazione riuscita a livello spirituale con i lettori. I soldi non mi fanno schifo, intendiamoci (ci mancherebbe altro!), ma ci sono campi molto più facili e redditizi per chi vuole dedicarsi agli affari.

Sladjana: Grazie.

 





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