(function() { var cx = '000482480240528106050:6zvch_agk4s'; var gcse = document.createElement('script'); gcse.type = 'text/javascript'; gcse.async = true; gcse.src = (document.location.protocol == 'https:' ? 'https:' : 'http:') + '//cse.google.com/cse.js?cx=' + cx; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(gcse, s); })();
Stampa
Categoria: STIMOLAZIONE NEUROPSICOLOGICA

invecchiamento

L’invecchiamento

Le scienze biologiche considerano l’invecchiamento come un risultato dell’evoluzione della specie; il suo punto di partenza sembra essere il periodo relativo alla scomparsa delle capacità riproduttive da parte dell’essere vivente. Nella specie umana il processo di sviluppo, caratterizzato dal modificarsi dell’organismo nel procedere dalla nascita alla morte, consiste nell’accrescimento e nell’invecchiamento, che si susseguono senza interruzioni. L’invecchiamento umano si svolge con ritmi, modalità e conseguenza estremamente variabili da persona a persona, in relazione a fatti preesistenti e condizioni contingenti, nonché al percorso di vita che caratterizza l’esistenza di ciascuno. Nella realtà attuale del mondo, non si ritiene più possibile considerare come punto di partenza della senescenza* la cessazione della capacità riproduttiva, in quanto l’epoca di tale cessazione si diversifica nettamente tra i due sessi. Considerando, inoltre, la fase ed il ritmo del decadimento delle varie funzioni dell’organismo, si rilevano situazioni molto  differenziate non solo da persona a persona, ma anche fra singole funzioni della stessa persona. Sul piano biologico, quindi, non è oggi possibile stabilire un dato o un insieme di dati che di per se contrassegnino l’inizio dell’invecchiamento.

 


Lo studio del sistema nervoso ha rilevato che le variazioni anatomiche e fisiologiche si iniziano a far sentire già subito dopo la maturità  (probabilmente subito dopo i 30 anni) e continuano ad accumularsi con il passare del tempo. La riduzione del peso e delle dimensioni dell’encefalo potrebbe essere una delle alterazioni anatomiche comunemente reperibili in relazione all’invecchiamento, in quanto avviene una riduzione del volume della corteccia cerebrale e si assiste anche ad un restringimento dell’encefalo, associato ad una perdita di neuroni.  E’ poi evidente anche una diminuzione dell’afflusso sanguigno causata da un restringimento vasale.

Nell’invecchiamento sono presenti variazioni dell’organizzazione delle sinapsi, in quanto in molte aree dell’encefalo il numero delle connessioni nervose sembra subire una diminuzione e le connessioni sinaptiche vengono quindi perse e diminuisce la produzione di neurotrasmettitori. Infine si può evidenziare una variazione intra ed extra cellulare di neuroni del SNC perché molti neuroni encefalici tendono ad accumulare quantità abnorme di depositi intracellulari.

Queste modificazioni anatomiche sono legate a variazioni anche funzionali; tipicamente il consolidamento delle informazioni diventa più difficoltoso e le memorie secondarie, specialmente quelle che si riferiscono al passato più recente, diventano più difficilmente accessibili.
Dal punto di vista biologico l’invecchiamento è un processo caratterizzato dalla riduzione dei meccanismi di difesa nei confronti dell’ambiente, dalla perdita delle riserve funzionali e da una tendenza generale dei singoli organi ed apparati all’atrofia**. L’organismo umano, dotato alla nascita di una ridondanza (eccesso che funge da riserva) di strutture e funzioni al fine di contrastare le forze destabilizzanti dell’ambiente, con il passare del tempo perde la capacità di risposta adattiva e diventa vulnerabile agli stress.
In questi ultimi anni si è compreso come per la maggioranza degli anziani “salute” non significhi necessariamente assenza di malattia, bensì autosufficienza. Secondo l’OMS  (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) la salute dell’anziano deriva dalla reciproca interazione di tre fondamentali componenti: salute fisica, stato cognitivo ed affettivo ed il supporto sociale. I principali determinanti la compromissione dello stato di salute dell’anziano sono: la morte di un coniuge, distacco dai figli, l’isolamento la malattia, il bisogno economico. Sono pertanto di primaria importanza i fattori motivazionali e relazionali. Al modello biomedico tradizionale, che si fonda sul rapporto interpersonale medico/paziente e che ha come obiettivo la guarigione, è necessario contrapporre un nuovo modello di cura che si avvale di un lavoro di equipe con più competenza, finalizzate al mantenimento ed al recupero di autosufficienza dell’anziano.

L’invecchiamento comporta anche un restringimento delle funzioni cognitive ed una progressiva  riduzione delle attività sensoriali e motorie. La percezione***, che può esprimersi secondo le varie modalità sensoriali (visiva, acustica, tattile, olfattiva, gustativa) è un’attività cognitiva complessa in cui è possibile distinguere due livelli: il processo primario, il momento della formazione dell’oggetto visivo (o acustico o tattile) mediante cui lo stimolo sensoriale viene organizzato e segmentato ed il processo secondario, che comprende varie operazioni più intellettive di categorizzazione, significazione, interpretazione che la mente compie sui risultati della segmentazione primaria. Nell’invecchiamento, rispetto al processo primario, si rileva un decadimento causato da un’alterazione delle attività psicofisiche legate alla modificazione strutturale degli organi di senso. La presenza di tendenze involutive e regressive a carico degli organi sensoriali periferici, dovute all’avanzare dell’età, è contrastata dallo sviluppo di tendenze di natura stabilizzante o progressiva a carico del sistema nervoso centrale, detta “plasticità cerebrale”. Tale funzione compensativa del sistema nervoso, e del cervello senile in particolare, è facilitata se nell’ambiente in cui vive l’anziano operano stimoli  motivazioni adeguate. Nel funzionamento cognitivo dell’anziano sono ancora presenti fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione, fattori principali del pensiero divergente e creativo. L’anziano, infatti, dispone della possibilità di produrre un elevata quantità di idee nuove ed originali, e uno svolgimento di attività creative può contribuire a facilitare l’andamento regolare del processo di invecchiamento.
Insieme ai processi cognitivi, l’emozione influenza la percezione e l’elaborazione di informazioni, la facilitazione o l’inibizione dei processi di memoria e di decisione e le espressioni linguistiche.


Martina Dott.ssa Cordeschi

UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE – ROMA
FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA “A. GEMELLI”
ISTITUTO FIGLIE DI SAN CAMILLO
SCUOLA “PADRE LUIGI TEZZA”
CORSO DI LAUREA I LIVELLO IN INFERMIERISTICA
Tesi di laurea
Il pensiero è azione: stimolazione neuropsicologica come strumento di assistenza
ANNO ACCADEMICO 2011-2012

*  Senescenza: insieme delle modificazioni deleterie dell'organismo che rappresenta la fase più tardiva dell’invecchiamento.
** Atrofia: riduzione della massa dei tessuti od organi causata dalla diminuzione del numero di cellule o delle loro dimensioni.
*** Percezione: processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato. Gli assunti allo studio della percezione variano a seconda delle teorie e dei momenti storici.

Consulta anche:

Neuropsicologia - definizione e cenni storici

Neuropsicologia - disturbi visuo spaziali

Neuropsicologia - disturbo del sonno veglia

Neuropsicologia - il cibo, l'attivita' fisica, la parola

Neuropsicologia - la comunicazione, linguaggio del corpo

Neuropsicologia - uomo e malattia

Neuropsicologia - esperienze a confronto

Neuropsicologia - conclusioni

Questo sito utilizza cookies