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Nikola Tesla e l'antica saggezza di Veda 

Nel 1890, Nikola Tesla aveva già ottenuto fama internazionale, grazie alla sua scoperta dell'arco della luce, del motore elettrico, di un sistema di produzione e trasmissione d’energia elettrica, così come del generatore ad alta frequenza. Tuttavia, Tobi Grosz sostiene che, il famoso scienziato, a prescindere delle sue numerose e importanti scoperte fù ossessionato da un solo desiderio, quello di trovare un modo per sfruttare la cosiddetta "Energia libera". Nel 1891, Tesla stesso scrisse: "In futuro, la nostra macchina sarà fornita d’energia da qualsiasi punto dell'universo, ovunque nell'universo ci sarà energia disponibile. Statica o cinetica? Se è statica, peccato per noi, se è cinetica, allora, è solo questione di tempo, per scoprire la ruota dell’energia della natura”.

Del fenomeno della ruota della energia della natura ne hanno parlato antichi Veda. Con i suoi custodi, insegnanti indiani e nepalesi, Nikola Tesla si era incontrato per la prima volta, qualche anno dopo, a New York. I Veda sono una magnifica collezione d’inni, di preghiere, di racconti e note storiche; le scoperte scientifica, è che hanno almeno cinquemila anni. In Veda si trovano le prime presentazioni di materia ed antimateria, e anche la presentazione che la materia è composta da atomi. Sono state scritte in sanscrito, una delle lingue più antiche del mondo. Tobi Grosz è convinto che, solo la conoscenza dei Veda e del Sanscrito può spiegare le idee di Tesla, sulla natura dell'universo e il concetto di elettromagnetismo.

Per dare il più grande sostegno alla tesi della conoscenza di Tesla della terminologia sanscrita, Grosz evidenzia una nota di Nikola Tesla, finora poco conosciuta,  scritta il 13 Maggio 1907, con il titolo "la più grande conquista umana", in cui, tra le altre cose, si dice: "Anche ai tempi antichi l’uomo aveva scoperto che il mondo intero sensitivo deriva dalla sostanza primordiale, da cui Akasha è rianimata,  crea prana, cioè la forza creativa ". Secondo un altro biografo di Tesla, Leland Anderson,  di Akasha e prana, Tesla fù indottrinato da saggio indiano, Swami Vivekananda, che visitò gli Stati Uniti, per la prima volta, nel 1893. Tobi Grosz afferma che, ci sono diverse testimonianze scritte che raccontano degli incontri, tra Nikola Tesla e Swami Vivekananda. Del primo incontro, con il famoso scienziato di origine serba, Swami scrisse: "Nikola Tesla, è un grande scienziato, uno specialista nel campo dell'elettricità, è  stato molto impressionato dalla teoria indiana dei cerchi e Samkhya cosmogonia.  Tesla si era molto interessato al possibile collegamento tra la teoria indiana sulla materia e l’energia, con le scoperte scientifiche della fisica moderna. ... “.

Grosz Tobi è, quasi completamente, convinto che la famosa attrice francese Sarah Bernhardt è la responsabile del suo primo incontro tra il genio serbo e il gigante della saggezza indiana. In "Iziel", la versione teatrale francese della vita di Buddha, Sara Bernhardt  interpretò il ruolo di protagonista. Dopo lo spettacolo, aveva organizzato un ricevimento per pochi ospiti selezionati, e tra gli invitati vi erano Swami Vivekananda e Nikola Tesla. In una lettera ad un amico, del 13 febbraio 1896, Vivekananda scrisse: "Sarah Bernhardt, famosa artista francese, ha espresso grande ammirazione per gli insegnamenti ricevuti da Swami. Il sig. Tesla ha, attentamente, ascoltato il mio discorso sui Veda, soprattutto per quanto atteneva i concetti: Akasha e Prana; alla fine, con entusiasmo, ha affermato che, di questa teoria, la scienza moderna dovrà tenerne conto ed era convinto che, matematicamente, si può dimostrare la connessione, tra le forze e la materia, con l’energia potenziale. Lo incontrerò la settimana prossima, per conoscere la sua soluzione matematica”.

Vivekananda, con comprensibile entusiasmo, ha atteso il successivo incontro con  Tesla. Sapeva che, se Tesla fosse riuscito a dimostrare ciò che noi chiamiamo materia, ciò sarebbe, nient'altro che, pura energia potenziale, e Veda sarebbe stata riconosciuta, come il fondamento della scienza moderna, vale a dire, la cosmologia Veda sarebbe posta a fondamento della conoscenza moderna. L’armonia, tra la teoria della scienza e la scienza occidentale, si spiega con le seguenti equazioni: Brahman = assoluto, Mahat o Ishvara = energia creativa primaria, Prana = Energia, Akasha=Materia. Secondo la ricerca di Tobi Grosz, Tesla ha compreso la terminologia sanscrita e la filosofia, e ha concluso che, si tratta di un buon momento, per spiegare i meccanismi fisici dell'universo. Rimangono interessanti le domande: se  Tesla e Vivekananda si incontrarono di nuovo; se Tesla  riuscì a dimostrare, matematicamente, ciò che il saggio indiano, con entusiasmo  desiderava. A quanto pare, Tesla non  riuscì a dimostrare matematicamente l'identità dell’energia e della materia. Se fosse riuscito, afferma Grosz, Vivekananda lo avrebbe, certamente, scritto.

Nel mondo, per quanto è noto, le prove matematiche dei principi quasi identici, furono conosciuti, dieci anni più tardi, quando Albert Einstein  pubblicò la teoria della relatività, che in Oriente, già conoscevano, da cinquemila anni. Nikola Tesla continuò a studiare indù e filosofia di Veda. Un elemento di prova è una lettera, datata 20 maggio 1902, scritta da, un suo ammiratore e famoso collega, Lord Kelvin. Tra le altre cose, dice: "Io non so come ringraziarti per i meravigliosi libri che mi hai mandato, grazie per le preghiere speciali di Buddha e il tempio bruciato”. Durante una conferenza, dopo il suo ritorno in India, Swami Vivekananda, di tutti gli incontri avuti con famosi scienziati, ha menzionato solo l’incontro con Nikola Tesla.
"Alcuni dei migliori scienziati del mondo mi hanno sottolineato l’importanza di Veda e le conclusioni razionali. Uno di loro, che ho conosciuto personalmente, non ha mai avuto il tempo di mangiare o lasciare il suo laboratorio, ma, per ore, è stato ad ascoltare le mie lezioni sui Veda. Ha affermato che queste gli sembrano così vicine alle conclusioni che la scienza moderna sta intuendo”.

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