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La leggenda ucraina

 

Molto tempo fa in un villaggio in Ucraina, le ragazze e le donne decisero di mostrare le loro maestrie. Concordarono che un giorno di Domenica tutte loro sarebbero arrivate in questo villaggio, ed ognuna di loro avrebbe portato il meglio di quanto aveva fatto con le proprie mani: asciugamani ricamati, pizzi, tessuti, stoffe, vestiti.
Nel giorno stabilito tutte le ragazze e le donne arrivarono sul posto. Portarono tante cose sorprendenti. Sia le anziane che le giovane donne volevano illustrare le loro arti. Infatti si poteva ammirare di tutto:  tanto talento delle donne e delle bambine. Le mogli e le figlie dei ricchi avevano portato l'oro e l'argento, i copriletti di seta ricamati, le tende con ricami delicati, raffiguranti  uccelli incredibili.
Ma il vincitore fu la moglie di un uomo povero, Marina. Lei non aveva portato asciugamani o tende ricamate, anche se era perfettamente in grado di farli. Aveva portato il proprio figlio di cinque anni  Pietro, che aveva portato con se un'allodola, scolpita nel legno. La pose sulle labbra e dallo strumento si sentì un suono paragonabile al cinguettare di un vero uccello. Erano tutti sulla piazza, senza muoversi, affascinati dal canto, quando improvvisamente una vera colomba proveniente dal cielo azzurro attratta dal canto della terra si mise a cantare.
"Coloro che creano sono uomini intelligenti e buoni – sono i veri artigiani" – questa era la decisione degli anziani.

 

 

 

 

Immagine: morguefile

 

Consulta miti slavi

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Dažbog - il dio del fuoco, del sole e della pioggia. In realtà Dažbog ogni mattina girava nel cielo su un cavallo bianco o su di una carrozza, mentre la sera moriva e andava nel mondo dell’aldilà e al mattino rinasceva.

 

 

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Perun - il dio slavo del tuono e del cielo. La leggenda racconta che, quando Perun attraversava il cielo sul suo carro, il rumore delle ruote rappresentava il tuono.

 

 

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Makos -  Nel nord della Russia si credeva che Makoš  si recava da casa a casa il giorno del digiuno e sorvegliava le filatrici.

 

 

 

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Stribog - nella mitologia slava, dio del vento. I marinai pregavano  il dio Stribog per  desse vento alle loro vele.

 

 

 

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Simargl - Dio del fuoco. Tuttavia, questa divinità era associata con il fuoco rituale, cioè i fuochi accesi  durante l'esecuzione dei rituali. In tal caso il fuoco aveva il potere di  purificazione, ed  i contadini  saltavano insieme agli animali.  Il fuoco purificatore era considerato il protettore  dalle forze del male.

 

 

 

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Veles - il protettore dei pastori.   Gli Slavi avevano  rispetto verso Veles  soprattutto perché vedevano in lui il dio da cui dipende la loro sopravvivenza. Il suo ruolo era di proteggere i campi dell’ agricoltura e gli animali, sia selvatici che domestici.

 

 

 

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Horz -  Horz è la luna che governa i lupi mannari,  i vampiri ed i demoni.

 

 

 

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Svetovid - la divinita' che tutto vede e tutto sa.

 

 

 

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Marko Kraljevic - il grande mito slavo.

 

 

 

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Triglav - Questa divinità è stata sempre rappresentata con tre teste.  Potere sui tre mondi:il cielo,la terra ed il mondo sotterraneo.

 

 

 

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Radgost - caro ospite, quindi l’ospite che il padrone di casa accoglie con piacere.

 

 

 

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Svarog - il pade e il creatore degli dei. Svarog creò le stelle.  Creò il sole e lo posò in cielo.

 

 

 

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Siva -  la dea slava  della fertilità. I suoi capelli avevano il colore delle spighe di grano, in una mano teneva la mela, e nell’altra le fragole.

 

 

 

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Vesna per gli slavi era la dea della primavera. Vesna non era mai sola. Era sempre accompagnata da Gerovit, che vegliava costantemente su di lei, e Stribog, il dio del vento e dell'aria.

 

 

 

 

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Lada è la dea slava dell'amore e della bellezza. Sul suo petto a volte si poteva trovare il simbolo del sole, quindi un simbolo di vita.

 

 

 

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Morana era la dea slava  dell'inverno e della morte. Una leggenda narra che Dazbog dio del sole era andato nel mondo sotterraneo Nav a cercare sua moglie Zlatna Maja(Maja d’oro).  A Nav aveva incontrato Morana che lo aveva sedotto.

 

 

 

 

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Devana - dea della caccia, le cui caratteristiche erano molto simili alla dea greca Afrodite ed a Diana romana.

 

 

 

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