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Algeria – Popolo Tuareg

IL CONFLITTO DI GENERE

LA STORIA DI OUENNESSE E TENNESSE

IL CONFLITTO. C’era una volta, nella regione dell’Hoggar, un uomo molto ricco, che possedeva una gran quantità di cammelli; aveva una moglie e due figli. Era un grande  lavoratore ed era molto felice; ma un giorno morì.
La vita continuò sempre nello stesso modo per la moglie ed i figli, che proseguirono nel loro lavoro.
Un giorno la madre, quando sentiva ormai vicina la fine, li chiamò  a sé  e disse loro: “Ho un solo desiderio prima di morire: che voi restiate sempre assieme”. I due figli promisero.
Dopo la sua morte essi continuarono a lavorare e cacciare, finché il più giovane disse al maggiore: “Perché non ci sposiamo?” Il più grande rispose: “ E’ una buona idea, ma come facciamo? Viviamo nel deserto da soli!”.
Il minore decise allora di partire, alla ricerca di due ragazze, e dopo aver viaggiato di villaggio in villaggio, giunse infine in un paese dove notò che vivevano molte fanciulle. Tornò dal fratello e si recarono insieme in questo villaggio per proporre a due donne di seguirli nel deserto.
Le trovarono, le sposarono e le condussero con loro.
Dopo qualche tempo i due fratelli ebbero un figlio ciascuno: il maggiore ebbe un maschio che chiamò Quennesse, e il minore una femmina.
Quest’ultimo decise di non dare un nome da donna a sua figlia e di non vestirla come una bambina, bensì di darle un nome da uomo e di allevarla come tale. Così la chiamò Tennesse, che è un nome sia maschile sia femminile.
I due giovani crebbero assieme nel deserto. Ouennesse forgiò due anelli in ferro: uno per sé ed uno per Tennesse.
Ci fu un giorno un litigio tra le mogli dei due fratelli, in seguito al quale quella del fratello più giovane disse a suo marito: “Desidero andarmene, perché ho litigato con la moglie di tuo fratello. Se tu non vuoi seguirmi me ne andrò anche senza di te!”. Questi allora si recò da suo fratello e gli comunicò che aveva intenzione di andarsene assieme alla sua famiglia. Il più grande, che non sapeva nulla dei litigi, perché continuava a lavorare e cacciare, rispose: “Ricorda la promessa fatta a nostra madre!”. Ma l’altro era deciso a partire, così il maggiore disse: “Non hai la mia benedizione, ma non posso impedirti di partire. Se vuoi partire via, se invece vuoi restare ne sarò felice”. Il più giovane disse: “Ho già deciso di partire, ma dobbiamo trovare un modo di dividere l’eredità, i molti cammelli che abbiamo”. Il più grande rispose: “Faremo come dice la legge: domani mattina vai nel recinto dei cammelli e prendi con te quelli che sono in piedi nel momento in cui  tu arrivi. Infatti la legge dice che quelli che sono accucciati vanno a chi resta, quelli che sono in piedi vanno a chi parte”.
Il più giovane fece così, prese molti cammelli e se ne andò con la moglie e Tennesse. Ma Tennesse e Ouennesse si erano innamorati. Così il ragazzo si ammalò, divenne triste e non si curò più di se stesso. Suo padre era molto preoccupato per lui perché l’amava molto, così lasciò il lavoro e prese con sé il figlio, uscì dal deserto e lo portò di villaggio in villaggio, lo fece visitare da innumerevoli medici, ma nessuno riuscì a curarlo e così fecero ritorno nel deserto. Un giorno arrivò una vecchia signora che domandava la carità, vide Ouennesse ammalato e comprese la causa della sua malattia. Allora disse al padre del ragazzo che il figlio era innamorato, ma l’uomo rispose: “Non  è possibile, siamo nel deserto e non ci sono ragazze qui!”; allora la vecchia signora disse: “Preparate una tenda e mettete all’interno di essa tutti oggetti doppi. Conducete il ragazzo nella tenda e vedrò cosa accadrà”. L’uomo fece quello che la donna aveva chiesto e lei si nascose nella tenda.
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