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REPUBBLICA DEMOCRATICA

 Conflitto familiare

La forza di Tamisha

 

IL CONFLITTO In un antico regno dell’Africa nera, il verdeggiante  regno di Monotapa, vivevano due giovani pastori molto amici: Tamisha e Tamishu. Una volta cresciuti, i due graziosi ragazzi si sposarono.

La loro vita procedeva tranquillamente, finché un giorno un malefico serpente morse Tamisha, mentre questa coglieva della frutta.

Ella rimase paralizzata e gli sposini furono costretti a vendere quel poco di bestiame che possedevano per pagare le sue cure; tuttavia il denaro così ricavato non era sufficiente.

Tamishu allora si indebitò e, non potendo saldare il debito entro il termine stabilito, finì in prigione.

Erano giorni davvero duri per i giovani sposi.

 

LA RISOLUZIONE DEL CONFLITTO  Con l’aiuto di alcuni parenti e amici Tamisha riprese pian piano a camminare e, benché non fosse completamente guarita, cominciò a lavorare come mungitrice in una fattoria.

Dopo una settimana di faticoso lavoro, ella riuscì a guadagnare ventuno monete d’oro, con le quali avrebbe iniziato a ripagare il debito del marito, che ammontava a ben cinquecento monete.

Mentre, sul calar della sera, la ragazza faceva ritorno a cassa, vide due usurai picchiare una povera donna con un neonato fra le braccia, perché non aveva di che pagare un debito di venti monete d’oro.

Tamisha si impietosì e la difese.

Visto che i due malvagi minacciavano di gettare il bambino in un profondo burrone, la ragazza si sacrificò e consegnò loro le venti monete d’oro, guadagnate con  fatica.

Solo allora i due strozzini lasciarono in pace la vedova e il suo bambino. Essi però continuarono a fare dei piccoli prestiti ad altre persone indifese, pretendendo indietro somme molto più elevate.

La generosa Tamisha, in varie occasioni, difese altre persone dalla malvagità degli usurai, pagando i loro debiti con buona parte delle sue paghe settimanali.

Infine la giovane, insieme a tutte le vittime degli usurai, si recò dal re per accusare gli strozzini.

Il potente re Shona diede ordine di imprigionare i due delinquenti e premiò il coraggio e la generosità di Tamisha, facendo liberare l’amato marito ed offrendo loro alcuni capi di bestiame.

La ragazza nel frattempo si era molto indebolita, lavorando mentre ancora stava male, per cui le sue con dizioni peggiorarono.

Un bel dì, nel profondo silenzio della notte, Tamisha vide alla porta della sua stanza una luce fortissima, emanata da uno splendido angelo che le disse : “ La tua  straordinaria prova di bontà è stata premiata; all’ingresso, sotto un grande mazzo di girasoli, troverai ben cinquemila monete d’oro. Sono tue!”. Quindi il bell’angelo scomparve nel nulla, mentre nella casa si era sparso il profumo dei girasoli.

Tamisha potè curarsi al meglio e guarì completamente.

I due giovani acquistarono una loro fattoria ed aiutarono molte persone meno fortunate di loro. Ebbero tre figli e ne adottarono altri tre. I sei figli, molto uniti, furono sempre buoni e riconoscenti verso il loro genitori, con l’aiuto dei quali avevano compreso bene che nella vita che dona con vero amore è più felice di chi riceve.

 

Racconto di Florence Samba Ndandu

 

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