SCUOLA SCIENTIFICA TESLIANA DI NATUROPATIA OLISTICA

formazione-plurale

FORMAZIONE DEL PLURALE

 

In base alla desinenza del singolare, i nomi si raggruppano in 3 declinazioni (o classi):

alla 1ª declinazione appartengono i nomi  terminanti in a;

alla 2ª declinazione appartengono i nomi terminanti in o;

alla 3ª declinazione appartengono i nomi terminanti in e.

 

Prima declinazione (-a) poeta scuola

(-e) poeti scuole

I nomi maschili vogliono al plurale la desinenza “i”, i nomi femminili la desinenza “e”.

Eccezioni: ala ali; arma armi

 

N.B.:

1) I nomi terminanti in –ca e –ga al plurale fanno in-chi e –ghi (maschili), in –che e –ghe (femminili)

Esempio: monarca monarchi, Belga Belgi, arca arche

2) I nomi terminanti in –cìa e –gìa al plurale fanno in –cìe e –gìe

Esempio: farmacia farmacìe, apologia apologìe.

3) I nomi terminanti in –cia e –gia al plurale fanno in –cie e –gie se c’è prima una vocale, in –ce e –ge se c’è prima una consonante.

Esempio: audacia  audacie, cartuccia cartucce, valigia valigie, scheggia schegge.

 

Seconda declinazione ( o ) telefono

(i) telefoni

I nomi femminili terminanti in “o” al plurale restano invariati.

Esempio: auto, moto, radio

Eccezioni: mano mani, eco echi

Sono inoltre irregolari i nomi:

dio dei; uomo uomini; tempio templi.

N.B.:

1. i nomi terminanti in –co e –go fanno talvolta in –chi e –ghi (in genere in parole piane), in –ci e –gi (in genere in parole sdrucciole).

Esempio: arco archi, ago aghi, cattolico cattolici, attico attici, cardiologo cardiologi.

(N.B. : Numerosissime sono le eccezioni).

2. I nomi terminanti in –ìo fanno in –lì. Esempio: vocio vocìi, rinvio rinvìi.

3. I nomi terminanti in –io fanno in –i. Esempio: premio premi

Eccezioni: odio odii, assassinio assassinii, omicidio omicidii

 

Terza declinazione (-e) promozione promozioni.

N.B.:

1. I nomi terminanti in –ie non variano al plurale. Esempio: la serie le serie

Eccezioni: superficie superfici, effige effigi

2. il plurale di bue è buoi

Plurale dei nomi composti

I nomi composti, in genere, formano il plurale mutando la desinenza finale.

Esempio: francobollo francobolli, tergicristallo tergicristalli.

Si ottiene diversamente il plurale, quando:

1. sono formati da un nome ed un aggettivo (si fa il plurale dell’uno e dell’altro).

Esempio: terracotta terrecotte, caposaldo capisaldi.

2. sono formati da due nomi di genere diverso (si fa il plurale solo del primo).

Esempio: capostazione capistazione, pescespada pescispada

N.B.: Quando i due nomi sono dello stesso genere, si segue la regola generale.

Tuttavia molte sono le eccezioni, soprattutto nei nomi la cui prima parte è”capo”; Esempio: capoguardia capiguardia, capofamiglia capifamiglia, capofila capifila, capoposto capiposto, caporonda capironda, caposquadra capisquadra.

3. sono formati da un verbo ed un nome maschile plurale femminile singolare da due verbi, da un verbo ed un avverbio, da un avverbio, da un avverbio o proposizione ed un nome (restano, in questi casi, invariati).

Esempio: azzeccagarbugli, taglialegna, tiramolla, viavai, senzatetto.

N.B.: I nomi formati da verbo e nome maschile singolare seguono la regola generale.

Esempio: rompicapo rompicapi.

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